Egomnia

Questo mese vi consiglio il libro "Padre ricco padre povero" (titolo originare "Rich Dad Poor Dad", 1997, StreetLib - 208 Pagine)

di Robert Kiyosaki e Sharon L. Lechter



Ciao,

Robert Kyosaki è un imprenditore americano attivo nel settore immobiliare, commentatore di fatti economici e guru nel settore motivazionale.

Fra le opere di Kiyosaki quella probabilmente più famosa è Padre ricco padre povero – Ciò che i ricchi insegnano ai figli sul denaro, edito in Italia da Gribaudi.

Una cosa importante da dire è che questo libro non è una formula per la ricchezza. L'autore infatti si limita a mettere a confronto gli insegnamenti del suo vero padre, un insegnante, con quelli del padre del suo amico d’infanzia, un imprenditore di successo.

Due persone con un rapporto verso il denaro strutturalmente diverso. Al padre di Kiyosaki faceva schifo parlare di soldi a tavola, era ossessionato dalle spese e dalla necessità di guadagnare sempre più denaro. Il padre-imprenditore dell'amico aveva invece un rapporto laico con il denaro e lo considerava un mero strumento, fra l’altro ad altissimo rischio di volatilizzarsi se usato male o tenuto prigioniero.

Il primo padre insegnava a specializzarsi in una buona scuola, a trovare un lavoro dipendente in una buona azienda o anche non dipendente ma con una identità precisa, per guadagnare il denaro necessario a sostenere il tenore di vita desiderato. Il secondo padre era per una scuola che non formasse esecutori specializzati ma gente con la propensione a imparare cose nuove nel corso degli anni, con particolare attenzione al modo di gestire i propri soldi.

Di seguito i punti principali del libro:

Il ricco non lavora per denaro: lavorando per denaro si è legati al tempo, la libertà si ha invece quando i guadagni sono slegati dal tempo;

Conoscere le basi dell'economia: i ricchi acquisiscono attività, i poveri passività;

Ottenere vantaggi sulla tassazione: i ricchi prima guadagnano, poi spendono ed infine pagano le tasse. I poveri e la classe media prima guadagnano, poi pagano le tasse ed infine spendono;

I ricchi inventano il denaro: cercano opportunità, trovano i soldi e lavorano con persone più intelligenti di loro;

Lavora per imparare, non lavorare per il denaro: considerando che i dipendenti lavorano il minimo indispensabile per non essere licenziati e i proprietari pagano il minimo indispensabile affinché i dipendenti non si licenzino, i lavoratori si ritrovano in una posizione stazionaria. L'ideale è acquisire determinate capacità che permettano di non essere intrappolato nella "ruota del criceto", ovvero di non dover lavorare per denaro.

Di seguito gli insegnamenti principali del padre ricco:

1) Anche i ricchi hanno paura di perdere denaro: la differenza tra le persone di successo e non è la gestione della paura. Il fallimento fa parte del mestiere, chi non ha mai fallito è perché non si è mai messo in gioco. Il fallimento ispira i vincitori ed annienta i perdenti;

2) I ricchi hanno la mente aperta: permette di cogliere le giuste opportunità, una mente chiusa al contrario ci farà perdere tante occasioni.

3) I ricchi "stanno sul pezzo": non essere prigri, affrontare le difficoltà, prendersi le responsabilità e non procrastinare;

4) Non fermarsi mai: la strada del successo è fatta da piccoli passi che vanno affrontati ogni giorno, fino a che non si raggiunge il traguardo. Una volta raggiunto, non bisogna fermarsi, onde evitare di perdere quello che si è raggiunto;

5) I ricchi sono umili: l'arroganza è l’ego sommato all'ignoranza. Quello che conosci ti permette di fare soldi, quello che non conosci te li fa perdere.

In conclusione questo libro permette di ragionare su come un padre possa influenzare un figlio anche sull'aspetto finanziario. Motivo per cui spesso i figli dei ricchi rimangono ricchi e i figli dei poveri rimangono poveri. Tuttavia, qualora non si ha un padre o una figura in grado di dare i giusti consigli sull'approccio finanziario e sulla considerazione del denaro, informarsi in autonomia può permettere a chiunque di sopperire a questa mancanza. Il libro di Kiyosaki ne è un esempio.


Matteo


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